Il vecchio Ralph di Moisello Paolo
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Il vecchio Ralph
Una storia olografica

di Moise


- “GRAAWR! GROACKHHH! SGLUAAARGHH!”

Il ributtante SNAARGH orientò le sei paia di crudeli occhi peduncolati in direzione della fanciulla in catene e si umettò le zanne giallastre che grondavano puro acido molecolare.

- “Aiutoooo!!! Aaaarghhhh! Eeeeeekkkkk!”

Eccitato dalle urla della bella Amazzone Venusiana, il mostro contorse il corpo vermiforme e pustoloso, protese le mostruose appendici tentacolute e si diresse con lenta, studiata malvagità verso l’agognata preda…

 

- “Aiutoooo!!! Capitan Galassiaaaa! Aiutoooo!!!”

Un fulmine rosso e oro si materializzò sulla scena in un fulgore di scintille!
Capitan Galassia, l’eroe senza macchia, paladino degli oppressi e vendicatore dello spazio si scagliò con impavido ardore contro l’abominevole SNAARGH

- “Libera la ragazza, mio fedele ZORT, mentre io mi occupo di questa feccia mutante!”

- “S-U-B-I-T-O S-I-G-N-O-R-E”

Il fedele androide ZORT, scudiero e servitore di Capitan Galassia si diresse con passo pesante e metallico verso la roccia a cui era legata YURGA, la principessa amazzone, mentre l’Eroe degli spazi fronteggiava lo SNAARGH armato solo di un disgregatore laser…

---------------------------------BZZZATTT! BRRZZOT! KRRRRTTT! TILT!------------------------------

“COMPUTER! FINE PARTITA!”

L’immagine del mostruoso SNAARGH e dell’Amazzone Venusiana si bloccarono in una sorta di irreale pantomima, l’intera scena passò dal colore ad una sbiadita tonalità seppiata per poi scomparire nel nulla.

Il Capitano Jonathan Archer ed il capo-ingegnere Trip Tucker si liberarono goffamente dai pesanti olo-caschi e dai guantoni Re-Vi (per la Realtà Virtuale), mentre un crepitante effetto-neve riempiva il monitor. Ogni tanto lo schermo lasciava intravedere ancora qualche immagine di “Capitan Galassia e le amazzoni del pianeta perduto”

Trip aveva il volto arrossato e lo sguardo entusiasta di un bambino:

- “Foooorte, vero John? Te l’avevo detto che questi vecchi ‘adventure games’ del XXI secolo sono uno spasso!”

Archer si liberò con cautela dalla miriade di cavi, cavetti e sensori che lo collegavano alla consolle ricreativa:

- “Sì, ma perché a me fai sempre fare la parte del robottone ottuso mentre tu ti becchi ogni volta il ruolo dell’eroe?”

- “Scherzi? Lo faccio per te! Dopotutto è sempre ZORT che palpeggia la ragazza… con la scusa di liberarla!”

Il capitano fu distratto dalla mascotte dell’astronave, il cagnolino Porthos, che giocando con i senso-cavi del simulatore RèVitròn si era aggrovigliato alla macchina ed ora somigliava ad un miscuglio fra un cyber-cane ed un salsicciotto…

 

 



- “…e comunque Trip, per inaugurare questo gioiellino della tecnica avresti potuto scegliere un programma un pochettino più moderno… Questo ci ha piantati a metà gioco!”

- “Si vede che non hai la mente da ingegnere, amico mio
- Tucker si picchiettò la testa con fare da saputello - l’ho fatto apposta! Ho pensato: ‘se il sistema sopporta questo splendido vecchiume potrà reggere qualunque cosa!’… e infatti…”

- “… e infatti si è piantato!”
concluse Archer con la perfida soddisfazione dello iettatore 

Nel frattempo, il capo ingegnere aveva svitato il pannello principale della consolle ed ora, come un segugio, scavava nel groviglio di cavi, schede e circuiti alla ricerca del bug.

- “… Ah-haa! Che ti dicevo? Non è colpa della stu-pen-da tecnologia terrestre! Lo sapevo che qua c’era lo zampino degli orecchie-a-punta! Guarda qua!? - e sbucando dalla cyber-matassa l’ingegner Tucker sventolò sotto il naso del capitano un microchip verdolino con l’inconfondibile logo vulcaniano - Sai cos’è questa schifezza? un ‘chip di sicurezza per la censura dei contenuti emotivamente eccessivi’…

- “…ecco perché l’Amazzone era VESTITA! - Archer si battè una manata sulla fronte - Mi pareva strano che i Vulcaniani accettassero così, senza obiezioni, l’installazione di un’apparecchiatura ricreativa nello spazio già di per sé esiguo, dell’Enterprise NX-01…”

- “Figurati! Ri-cre-a-ti-va, mi pare di vederli -
sogghignò Trip – quelli non sanno neppure cosa vuol dire ‘ricreazione’…”

- “Lo sappiamo benissimo: è un’altra di quelle occasioni di inutile sfogo emotivo che tanto bene caratterizzano il sedicente Homo ‘Sapiens’!”

L’improvvisa apparizione di T’Pol, l’affascinante ma gelida attacchè vulcaniana a bordo dell’ Enterprise, bloccò i due uomini in una sorta di imbarazzatissima e colpevole paralisi; solo Porthos sembrò apprezzare la nuova arrivata e le saltò in grembo leccandole gioiosamente il naso e le orecchie a punta.

- “Buono Porthos! Lascia in pace la signorina … - il capitano Archer recuperò qualche punto agli occhi di T’Pol, cui le ‘umide’ effusioni del cucciolo stavano provocando quelle stesse emozioni che dichiarava di aver da tempo rimosso.

- “Ehi T’Pol, su  Vulcano potreste inserire Porthos fra le prove da superare per raggiungere il Ciokobar- intervenne Tucker carezzando il beagle - Se qualcuno riesce a stare impassibile di fronte a questo mostriciattolo peloso vuol proprio dire che ha rimosso qualunque emozione!”

- “Si dice KO-LI-NAR…
- sillabò la vulcaniana sollevando il sopracciglio nell’atteggiamento che tutti i Terrestri avevano imparato a detestare - ma non è questo il punto… - l’espressione di T’Pol si fece, se possibile, ancor più gelida - il punto è che quella consolle NON era stata autorizzata…”

Archer si voltò furioso verso il capo-ingegnere che, improvvisamente, sembrava aver trovato la Risposta ai Misteri dell’Universo proprio sulla punta dei propri stivali. Ma T’Pol non aveva ancora finito:

- “… ed ho dovuto insistere non poco con l’ambasciata di Vulcano perché acconsentissero ad installare questo prototipo di Sala Virtuale! Ovviamente non l’ho presentata come una attività Ri-cre-a-ti-va - sillabò la vulcaniana con appena l’ombra di un sorrisetto - …bensì come un utile test tramite il quale studiare le reazioni dei Terrestri ad una variegata gamma di stimoli ludico-emozionali… Alla fine sono riuscita ad ottenere l’autorizzazione dal Ministero delle Scienze Comportamentali, anche se ho dovuto inserire  il chip inibitore che, a quanto pare, vi ha rovinato il gioco… impedendovi di apprezzare le grazie olografiche delle… Amazzoni venusiane!”

Il gelo nella voce di T’Pol a questo punto sfiorava quello di un inverno su Andoria… ma Archer tentò l’ultima carta:

- “UN MOMENTO! - replicò indignato - Vuole forse dire che, anche mentre ci prendiamo cinque minuti di relax, siamo continuamente monitorati, esaminati e giudicati come cavie da laboratorio? E’ un sopruso, un’infamia, un…”

“EHI CAPO! FERMA QUA! BLOCCA QUESTA TRAPPOLA!”

---------------------------------------------------SWOOOOOPPP!----------------------------------------------

L’angusta Sala Ricreativa dell’Enterprise NX-01 si sciolse in una variegata tavolozza grigio-azzurra, la luce si scompose e ricompose in un’infinità di abbacinanti micro-pixel poi, con esasperante lentezza, il dottor McCoy ritrovò la rassicurante, familiare immagine della stiva n°5 dell’Enterprise-1701

- “Beh, cosa aspettate? Tiratemi fuori da questo maledettissimo arnese!”

 


I tecnici del Daystrom Institute si avvicinarono con rispettosa cautela al primo prototipo di Ambiente Simulativo Olo-Virtuale, quella che in molti avevano già cominciato a chiamare ‘Sfera Vitruviana’

- “Parola mia, Bones, per un attimo il vederti galleggiare là dentro a braccia e gambe spalancate mi ha davvero ricordato l’Uomo di Leonardo! - sogghignò il Capitano James T. Kirk e da come ti agitavi pareva che tu avessi quattro braccia e quattro gambe, proprio come l’Uomo Vitruviano!”

- “In realtà la raffigurazione dell’Uomo eseguita da Leonardo non mirava a rappresentare una creatura dai molti arti come gli AndroPolipi di Capella XIII - intervenne l’ufficiale scientifico Spock - l’intento del Genio di Vinci era quello di affermare il concetto che (…)    ’laddove non si può applicare una delle scienze matematiche, non si può avere la certezza’ (…) un inno alla logica, quindi - e qui Spock si concesse una perplessa alzata di sopracciglio - … Mi stupisco che Leonardo non fosse Vulcaniano!”

Nel frattempo McCoy si era liberato della complessa rete di sensori ed era balzato fuori dalla Sfera Vitruviana con un sollievo talmente sfacciato che molti degli scienziati presenti al test si erano sentiti a dir poco offesi!

- “La pianti di blaterare al proprio ombelico, signor so-tutto… - ringhiò l’ufficiale medico dell’Enterprise avvicinandosi a grandi passi al vulcaniano - perché stavolta sarò io a farmi quattro risate HA! HA! HA! - e agitando l’indice sotto il naso di Spock, il dottore si lasciò andare ad una risata isterica che attirò l’attenzione del Capitano

- “In nome del cielo, Bones, ritorna in te! Okay, non eri entusiasta di sperimentare questo prototipo, ma non mi sembra il caso di trascendere in questo modo!”

- “…Tanto più che la tecnologia del Daystrom Institute è totalmente sicura! - intervenne una graziosa scienziata - … piacere, Capitano, io sono…!”

- “…Oh-Hoo! Che ci fa una ragazza così carina in un ambiente tanto scientificamente barboso come il Daystrom Institute? - tubò Kirk sfoderando il suo miglior sorrisone da Bravo-Ragazzone-Yankee - E’ libera stasera? E domani sera? E…”

- “…sono Laura Daystrom, moglie del fondatore di questo ‘barboso’ istituto e responsabile del Progetto Ponte Ologrammi - concluse la ragazza con ammirevole nonchalance - …e tanto per essere chiari: sono impegnata per i prossimi 47 Eoni!”

Kirk fu pietosamente salvato dall’Ingegnere Scott che distolse l’attenzione dalla miserevole gaffe del Capitano dell’Enterprise:

- “…Coraggio Capitano, se questo progetto va in porto potrà concedersi tutte le seratine romantiche che vuole, in compagnia di danzatrici orioniane, odalische andoriane… potrà persino dare un appuntamento all’olo-copia della signora Daystrom senza ricevere un sonoro ‘due di picche’ come questo! ”

- “…Grazie mille Scotty, mi ci voleva proprio la sua comprensione - bofonchiò Kirk – ora sì che mi sento meglio!”

La gaffe fra il capitano Kirk e Laura Daystrom aveva catalizzato l’attenzione di tutti i presenti, o meglio quasi tutti! ‘Bones’ McCoy e il signor Spock erano infatti ancora impegnati in quella che sembrava una vera e propria lite… o per meglio dire, una mezza-lite giacché le furiose rimostranze del dottore andavano ad infrangersi contro l’impenetrabile corazza di Spock

- “…Ho rischiato la pelle per sperimentare quell’assurdo trabiccolo di camera a immagini, mi sono fatto impacchettare di sensori come un regalo di Natale ed ho accettato che mi bombardassero la testa di impulsi cyber-olo-Dio-sa-cosa-tronici solo per  dimostrarle che anche i Vulcaniani possono sbagliare… E sa una cosa? Ho le prove! P-R-O-V-E!”

- “Suvvia, dottore, le sue cosiddette ‘prove’ sono quantomeno illogiche…”

- “…Ma davvero? Dottoressa Daystrom, è possibile proiettare il documentario che mi avete fatto vivere olograficamente?”

- “…Certo! Si tratta di una registrazione di valore storico: il primissimo antenato dell’Olo Realtà Virtuale - Laura Daystrom si avvicinò alla consolle, inserì una grossa cartuccia di memoria in DuroPlastica rossa nella periferica proiettiva della sfera vitruviana e premette ‘Play’ - … ci siamo ispirati proprio a questa testimonianza per dare il ‘la’ al Progetto Ponte Ologrammi. Pensi che il filmato è stato registrato dalle telecamere che l’intelligence di Vulcano nascose sull’Enterprise NX-01…”

- “…Non vi smentite mai, voi sangue-verde, vero?”  ringhiò McCoy all’indirizzo di Spock

In pochi istanti, sull’olo-schermo della stiva n°5 venne ri-proiettata, in modalità ‘filmato’, la scena che il dottore aveva vissuto virtualmente.
Non appena il breve documentario fu terminato, McCoy riprese con veemenza la sua arringa, con gli ampi gesti plateali e la mimica facciale di un leguleio di grido:

- “Jim, lady Daystrom, signori della Cort… ehm!… signori scienziati, come tutti sapete sono un dottore, non un avvocato, tuttavia spero di essere sufficientemente chiaro in merito ad un fatto che ritengo imperdonabile!…”

- “Sicuramente sareste stato un ottimo legale, dottore -
commentò Spock aggrottando la fronte - almeno a giudicare dalla logorrea!”

- “L’imputato… ehm!… il vulcaniano, stia zitto!
- sibilò McCoy puntando l’indice contro Spock – Proprio lei, signor Spock, nega forse di avermi convinto ad entrare in quella boccia per pesci rossi dichiarando: ‘E’ la cosa più logica da fare, dottore, lo sviluppo della tecnologia di simulazione olografica sarà un grande passo per l’umanità !’ ???”

- “Non lo nego, anzi lo affermo con vigore! -
rispose Spock inarcando il sopracciglio sinistro (segnale questo di stupita perplessità) - ma non comprendo come…”

- “Ah-Haaa! Qui casca l’asino!
- tuonò, trionfante ‘Perry Mason’ Mac Coy - …e come mi spiega allora, che i suoi stessi colleghi consideravano questa ‘meravigliosa’  tecnologia, cito a memoria, (…) un utile test tramite il quale studiare le reazioni dei Terrestri ad una variegata gamma di stimoli ludico-emozionali (…), in pratica niente di più che una ruota per criceti con cui far giocare le ‘scimmiette’ della Terra?

McCoy si preparò per la ‘bordata’ conclusiva :

Delle due una, signor Spock: o sbaglia lei, e questa trappolona olografica non è che un giocattolo senza senso… oppure sbagliano i suoi ‘colleghi’ T’Pol e Soval e il Ponte Ologrammi avrà un radioso futuro… ma in ogni caso (rullo di tamburi) ALMENO UN VULCANIANO HA SBAGLIATO ! In barba alla vostra, cosiddetta infallibile, logica!

Un discreto ma persistente applauso si levò dal gruppetto dell’Enterprise, cui l’infallibilità di Spock aveva sempre provocato un certo fastidio. Il Capitano Kirk si avvicinò al suo Primo Ufficiale e, con un sorriso, gli pose una mano sulla spalla:
- “Parola mia, Spock, non ho mai visto Bones così appassionato… Cosa replica alla sua arringa?”

Tutti si posero in deferente attesa ma Spock sembrava in difficoltà, balbettò qualcosa, si cimentò in una serie di inusitati contorcimenti sopraccigliari… stava persino sudando!
La dottoressa Daystrom, mossa a pietà, si avvicinò all’ufficiale scientifico:

- “Qualcosa non va, signor Spock? Non mi dica che ha perso fiducia nel Progetto Ponte Ologrammi… E’ stato proprio lei ad insistere tanto perché le affidassimo il prototipo per farlo esaminare dalle Alte Sfere della Feder…”  SKWYT! SKWYYTT! SKWYTTY!

- “…A proposito di Alte Sfere, dottoressa, le sue stanno… ehm!… squittendo! -
intervenne Kirk con malcelata lussuria - …indossa per caso uno di quei reggiseni canterini che vanno di moda su Erotikòn XVI?”

SKWYTTY! SKWYYTTYYY! SKWYTYTTYY!
Due Triboli balzarono fuori dal procace decolleté della scienziata, riducendone sensibilmente il sex-appeal:

 

 



- “Sono Pixi e Dixi, i miei triboli da compagnia, me li ha venduti un simpatico giovanotto, tal Cyrano Jones, quando ha visitato l’Istituto per proporre la sua innocua mercanzia spaziale… Strano però, non li ho mai visti così agitati! Sembra che ce l’abbiano con lei, signor Spock!”

Il Capitano Kirk fu colpito da un provvidenziale, fulmineo Deja Vù: I Triboli erano allergici ai… Klingon!

- “Tutti al riparo! Quello NON E’ Spock!

Ma ormai era troppo tardi. Il sedicente ‘Spock’ si tolse la maschera in sinto-lattice rivelando le fattezze crestate e corrucciate di un Guerriero Berserker Klingoniano!
Con un solo implacabile movimento l’intruso imprigionò Laura Daystrom in una presa micidiale ed estrasse un Phaser Potenziato ‘KrakaBoom 2000’ con il tristemente noto lancia-granate al plasma inastato a mo’ di baionetta!

- “Un respiro e scienziata muore! Un movimento e astronave BUM! - ringhiò il Klingon con la ben nota povertà lessicale dei Berserker di Qo’nos – Io sono Skroch, figlio di Krunch della casa di Sbonk e mi prendo la vostra invenzione nel nome dell’impero Klingoniano!”

- “…e a che ti serve? Questo è solo un giocattolo, un passatempo… -
Kirk cercava di temporeggiare - …e da quando in qua i prodi guerrieri Klingon hanno bisogno di svagarsi? Non vi divertire già abbastanza a squartare, saccheggiare e depredare?”

Skroch aggrottò ancor di più la fronte crestata, si morsicò la lingua nel disperato tentativo di rammentare la lezioncina imparata a memoria prima di partire per la missione poi, con uno stentato sorriso continuò

- “Uhmmm… Ah Sì! Ora ricordo! Guerrieri Klingon sono invincibili perché migliori fra i migliori… Solo che, per diventare più migliori, devono allenarsi, allenarsi e allenarsi e combattere nell’Arena di Sangue contro altri guerrieri klingon! Dopo ogni allenamento, migliore vince e non-migliore crepa sgozzato! Così l’Esercito Klingon ha i migliori guerrieri, ma pochissimi… perché tutti gli altri non sopravvivono! Ahr! Ahr! Ahr! - Skroch si concesse un sorriso nostalgico e lievemente ebete al ricordo del suo ‘training’ da guerriero - Con vostra macchina ogni guerriero potrà allenarsi contro i migliori, i migliorissimi, perfino contro Kahless, tutte le volte che vuole, senza morire per davvero, e alla fine esercito Klingon sarà pienissimo di migliorissimi e potremo finalmente massacrare, sterminare, saccheggiare, squartare e distruggere alla grande in tutta la galassia! Che sballo!!!”

Mentre il Klingon recitava la sua lezioncina, Kirk e Scott si avvicinavano impercettibilmente all’energumeno, ma…

- “Fermi là! Io Klingoniano, mica deficiente! Un altro passettino e vi trasformo in braciole di Gagh!”

- “Va bene, maledetto! -
gridò Kirk al colmo della frustrazione - ma dicci almeno che ne hai fatto del povero signor Spock!”

SPLAT!

- “Sono qua, Capitano! - il Klingon si accasciò al suolo come un carciofo talosiano troppo maturo, dopo essere stato pizzicato sulla spalla dal sedicente ‘McCoy’ che, zitto zitto, gli era strisciato alle spalle! Spock, il vero Spock, si tolse la maschera in sinto-lattice del dottore e fece la sua trionfale entreè in scena.

- “Avevo avuto sentore del piano dei klingoniani dai miei contatti presso l’intelligence di Vulcano, così ho truccato un po’ le carte affinché mi si credesse fuori gioco…”

- “…in effetti, fino a stamattina avevo creduto che lei fosse malato di orecchioni!”

-
“…già, un piccolo espediente affinché il sicario decidesse di interpretare proprio me… Dopodiché, con la complicità di McCoy ho messo in scena questa… ehm… commedia!”

- “Devo dire che è stato un ‘Bones’ fantastico, signor Spock!”

- “In effetti, anni ed anni di battibecchi con l’illogico dottore sono serviti alla bisogna!”

In quel momento, lupus in fabula, arrivò anche il dottor McCoy in persona:

- “ Mi sono perso qualcosa? - poi scrutò con palese disgusto il klingoniano privo di sensi e soggiunse - Questi bruttoni hanno il gagh in testa! Come si fa a pensare che un trabiccolo olografico possa rimpiazzare la vita ‘vera’? Baaaahhhh! Questa è pura fantascienza!”

Spock sollevò il sopracciglio e guardò negli occhi l’amico/rivale di sempre:

- “ Mai dire mai, dottor McCoy!”

“COMPUTER… FINE DEL PROGRAMMA!”

------------------------------------SSSSSFFFFRRRUUUSSSSHHHH!-----------------------------------

La stiva numero 5 dell’ Enterprise-1701, il capitano Kirk e tutto il XXIII secolo scomparvero in una pallida nebbiolina elettromagnetica.
La scarna, essenziale architettura del Ponte Ologrammi 3 dell’Enterprise D tornò a farla da padrona.
Le fredde luci al neo-neon creavano inconsueti riflessi sulla testa pelata del capitano Jean-Luc Picard che stava rimirando un antiquato cristallo di memoria con l’indescrivibile piacere che doveva aver provato Schliemann alla vista di Troia o Gu’Urk al suo ingresso nel perduto tempio di Sgnàk

- “Ma vi rendete conto? Vi rendete conto del VALORE di questo cristallo?”

Il capitano distolse per un nanosecondo lo sguardo dal suo tesoro e scrutò il gruppetto dei presenti, cogliendo solo sguardi lievemente ottusi, distratti o nel migliore dei casi tiepidamente partecipi… Solo Data, come sempre, sembrava registrare ogni parola, ma Data era un androide e non faceva testo!

In realtà, l’unica persona ad avere un’idea di cosa passasse per la testa del pubblico era l’ambasciatrice Betazoide Lwaxana Troi che, priva degli scrupoli della figlia in fatto di violazioni della privacy mentale, si divertì moltissimo a scoprire che Deanna stava pensando ad una mega-tazza di cioccolata boliana cui aveva dovuto rinunciare, Riker stava pensando a Deanna… vestita solo di uno strato di cioccolata boliana, Worf aveva in capo l’ultimo modello di Bat’leth trilama mentre Wesley Crusher, come ogni adolescente che si rispetti, aveva la mente divisa fra l’ultimo modello di Play-Space-Station ed un’orgia con svariate, procaci bellezze orioniane…

- “Dài, Jean-Luc, adesso metti via il mio regalino di compleanno, congediamo tutti e andiamo a fare un bel picnic su Risa… ‘Computer!’…

- “Sta scherzando, Lwaxana? Questo reperto è di inestimabile importanza! Definisce una volta per tutte la relazione fra il Capitano Kirk e il primo prototipo del ponte ologrammi…”

- “A me sembra che Kirk fosse più interessato alle ‘Alte Sfere’ di Laura Daystrom!”
intervenne Wesley con una risatina

- “Crusher, non l’avevo incaricata di controllare le condotte di scarico rifiuti sul ponte 24? No? Beh, glielo ordino adesso… Vada pure!”

- “ A dir la verità pensavo che una tecnologia così diffusa come il Ponte Ologrammi avesse una storia ben definita e documentata - intervenne Riker - cos’altro c’è da scoprire?”

- “E’ ciò che pensano tutti, signore
- continuò Data con la consueta, cibernetica petulanza - ma, per quanto possa apparire strano, i primi passi della tecnologia del ponte ologrammi sono avvolti nel buio… Si passa dal XXIII secolo, in cui le aree ricreative di astronavi come l’Enterprise-1701 erano poco più che semplici ludoteche attrezzate con bersagli per freccette, scacchi tri-di e giochi da tavolo, ai giorni nostri dove i ponti ologrammi, oltre che per scopi ricreativi, sono utilizzati in campo strategico, psicoterapeutico, multiproiettivo, criptosemantico, parafernalico, apotropaico, pseudoanaprotasico…”

- “Hai chiarito il concetto, Data - lo interruppe Deanna soffocando una risatina – puoi continuare!”

- “Uh-Hun? Scusate… In breve, tutti i database storici, hanno un ‘buco’ informativo in corrispondenza del periodo di transizione che ha portato alla creazione del ponte ologrammi vero e proprio!”

- “E infatti è uno dei grandi ‘mysteri’ dell’odierna archeologia informatica
- riprese Picard rigirando il cristallo fra le dita - e tende ad essere ignorato dalla stragrande maggioranza delle persone per un comprensibile meccanismo di  pigrizia mentale…”

- “Ma certo! La storia del Big Bug! L’ho studiato all’Accademia ma l’avevo completamente rimosso -
intervenne Riker con malcelato stupore – come ho fatto a dimenticarmene ?!”

- “Bèh, ormai il Ponte Ologrammi esiste e tutti lo utilizzano quotidianamente… La gente non si chiede continuamente da dove arrivano le cose -
cercò di tagliar corto Lwaxana Troi, cui tutto quel cicaleccio stava procurando una formidabile emicrania empatica - e giusto un paio di archeologi in tutto il quadrante potrebbero ancora stare a spaccare in quattro il capello (oooppss! Scusa, Jean-Luc!) per trovare una risposta!”

- “… e poi, scusi se mi permetto Capitano, ma chi le dice che quel cristallo racconti una storia vera? -
brontolò Worf, che fino a quel momento aveva mantenuto un atteggiamento di pensoso, ingrugnito silenzio - … i Klingon ci fanno davvero una figura da stupidi! E non mi pare proprio che, all’epoca di Kirk, l’Impero ricorresse a mezzucci come lo spionaggio!”

- “Modera i termini, allegrone! -
ribattè Lwaxana con tono assai indispettito – vorresti forse mettere in dubbio la professionalità degli archeologi di Betazed? Ho rovistato in tutti i mercatini della galass… ehm… Ho coordinato personalmente le ricerche!”

- “A proposito, mamma -
intervenne Deanna – non ci hai ancora detto dove è stata rinvenuta questa rarità!”

- “Non ci crederesti cara -
rise l’ambasciatrice betazoide continuando a giocherellare con il cristallo -… è stato rinvenuto su un asteroide mezzo bruciacchiato, nell’area di una di quelle orribili battaglie, al tempo della guerra contro i Borg… Ehi, vuoi vedere che questo disegnino che si è illuminato or ora è proprio…

Il cristallo si divincolò dalle mani di Lwaxana come se fosse vivo, levitò al centro della sala e cominciò a pulsare di luce rossastra. Contemporaneamente, nel cuore dell’oggetto si definì l’immagine 3-D che tutta la galassia aveva imparato a temere: il glifo dei BORG!

- “Questa storia non mi piace per niente! - gridò Picard - presto! Tutti sul ponte!”

SBRANG! CLANG! TA-TA-CLAK!

In un milionesimo di nanosecondo tutte le porte della sala vennero bloccate, mentre dal comunicatore di Picard la voce atterrita di Geordi LaForge urlava

- “Capitano! Davanti a noi si è appena materializzato il Cubo Borg più grosso e brutto che io abbia mai visto !!! Il mio visore ne ha appena decodificato le specifiche bio-cibernetiche e… si tratta nientemeno che della nave della Regina Borg in persona…”

Contemporaneamente da tutti gli altoparlanti si diffuse il classico gelido ‘biglietto da visita’ della Collettività: NOI SIAMO I BORG! LA RESISTENZA E’ INUTILE…

Nello stesso istante il ponte ologrammi 3 avviò, apparentemente senza che nessuno lo comandasse, un nuovo olo-scenario… l’allucinante interno di un cubo Borg!
Decine di tentacoli biomeccanici sbucarono dalle pareti incatenando tutti i presenti, compreso l’indistruttibile Data che dovette subire l’umiliazione di uno spegnimento forzato…
In un attimo di terrore totale Picard si rese conto di essere nuovamente imprigionato nel guscio cibernetico che molto tempo prima lo aveva trasformato in…

- “Locuuuutus! Che piacere rivederti… - la Regina Borg si materializzò di fronte al Capitano in tutta la sua cibernetica avvenenza – dolente di disturbarti, ma vedi… avevo una certa fretta di riprendermi… QUESTO! - e con gesto fulmineo si impadronì del cristallo inglobandolo nel metallico decolleté.
A questo punto la sovrana dei droni squadrò Picard con odio e sibilò - Anni di infiltrazioni dei nostri droni-hackers, milioni di terabytes impegnati in operazioni di spionaggio, tutto TUTTO per cancellare il ricordo di quell’evento e poi… poi arrivi tu, archeologo della domenica, e trovi l’ultimo pezzo di un puzzle che potrebbe segnare la fine della Collettività! Sei proprio un gran rompiscatole, Locutus!”

 



ma come… cosa…? - biascicò Picard - perché?…”

- “ Laura Daystrom aveva trovato il modo di addomesticare i Triboli!!! Non hai notato che, sebbene ne tenesse in seno una coppia, questi non si moltiplicavano??? E’ questo il segreto, Locutus! Altro che proto-ponte ologrammi! Quello era tutto un depistaggio! Noi volevamo semplicemente far sparire ogni testimonianza, ogni traccia che potesse far nascere in qualunque ‘biologico’ il desiderio di andare a rivangare gli studi di Laura D. sui Triboli! I Triboli sarebbero la nostra fine, una minaccia che - se ben addestrata e sapientemente usata - porterebbe disordine, mollezza, sentimentalismo… in una parola ANARCHIA nella Collettività! E l’anarchia è l’unica cosa che potrebbe distruggere il sistema perfetto dei Borg!

 

- “Ehi tu, reginetta del sadomaso! - Lwaxana Troi non era tipo da farsi mettere in secondo piano da chicchessia - Sono la custode del Sacro Calice di Betazed, e non mi lascio fregare il fidanzato dalla prima sciacquetta robot!

- “F-Fidanzato? -
riuscì a biascicare Picard, nonostante l’ingombrante imbracatura biomeccanica da drone – ma veramente…”

- “Tu stanne fuori, Jean-Luc -
insistette Lwaxana - ho proprio voglia di fare quattro chiacchiere con miss Lifting-Estremo!”

La regina Borg torse il bel collo, perfettamente oliato, di 360° e fissò negli occhi la sua interlocutrice:

- “Ma beeeene… Così il caro Locutus si è fatto l’amichetta! Certo che, dopo le mie attenzioni non mi aspettavo certo che cadesse così in basso da accettare la corte di una vecchia befana betazoide!”

- “Senti chi parla! Almeno su Betazed abbiamo la Befana… Voi Regine Borg cosa fate durante le feste? Vi spalmate l’antiruggine sulle rughe? E non venirmi a dire che sul metallo le rughe non si vedono… quelli non sono bio-impianti, sono zampe di gallina!”

Tutti fissavano ‘quella pazza’ dell’ambasciatrice che, in un momento tanto cruciale, non trovava di meglio che attaccar briga con una delle creature più letali della galassia! Solo Deanna Troi, conoscendo la madre, aveva capito ed aprì la mente per facilitarle il compito… e così fra madre e figlia avvenne il seguente dialogo telepatico:

Lwaxana: Deanna, bell’e mammà mi sa che la robottona qua è più permalosetta di quanto vuol dare a vedere… Mentre cerco di distrarla un pochettino tu…”
Deanna: … io provo a trasferire la mia consapevolezza nel povero comandante Data… Non sarà facile… è da quando influenzavo il registro computerizzato per cambiarmi i voti in pagella che non ci provo…”
Lwaxana: TU ti sei cambiata i voti in pagella??? Dopo, noi due facciamo due chiacchiere, signorina!”

Nel frattempo, anche gli altri componenti del gruppo si erano resi conto che Deanna e Lwaxana stavano progettando qualcosa e così, ognuno a modo suo, si sforzarono di tenere viva la conversazione…

Worf provò a buttarla sull’onore

- “Non so voi, ma io ho sempre trovato incredibilmente poco guerriero chi si ficca dei tubi in testa e si imbraca in un’armatura… Puah!”

ma l’unico risultato che ottenne fu quello di farsi imbavagliare con un’assai poco onorevole museruola borchiata!
Poi fu il turno di Riker che tentò la carta del tombeur de femmes:

- “Io invece sono sempre stato affascinato dal tuo look da dominatrice! Se mi fai uscire da questo bozzolo potremmo divertirci un po’…” e ammiccò in modo inequivocabile

ma anche in questo caso l’esito dell’approccio ammiccante non fu dei migliori e Riker ottenne solo un impianto oculare bio-cibernetico da 200 diottrie!

Frattanto Deanna sudava per la concentrazione e per lo sforzo telepatico di risvegliare nel cervello elettronico del comandante Data quella minima scintilla che le consentisse di riattivare l’androide, ma …

SDLANG!

Una botola nel pavimento, sconosciuta e negletta praticamente da tutti, si aprì e ne sbucò Wesley Crusher, completamente ignaro della situazione e ricoperto di fetentissimo liquame dalla testa ai piedi:

- “Le condotte di scarico rifiuti sono state ripulite cap…Uh-Oh!? Vi prego, ditemi che state solo giocando a Robo-Destruction III…”

In un nientesimo di secondo anche il giovane Crusher fu impacchettato come un salame altairiano, ma la botola aveva urtato leggermente il comandante Data, e ciò era stato sufficiente a sbloccare un microscopico circuito.

T-CLAK… RIAVVIO DEL SISTEMA IN CORSO (ATTENDERE, PREGO!)……….. DIN! RIAVVIO COMPLETATO!

- “Consigliere Troi, è molto piacevole trovarla dentro la mia testa… cosa ci fa di bello?”

- “Te lo spiego più tardi, Data, adesso vorresti essere così cortese da…”

- “Oh certo, senz’altro!”

Lo stupore di tutti quanti (Regina Borg compresa) nel vedere Data che parlava a se stesso con due voci di sesso opposto fu l’ultimo ma decisivo elemento a favore dei nostri amici.
In quella manciata di attimi, Data si liberò dei tentacoli olo-cibernetici con la facilità con cui un bambino avrebbe masticato una stringa di liquirizia, mollò un clamoroso ceffone alla Regina Borg svitandole la testa e facendola rotolare al suolo, poi passò a liberare tutti gli altri, compresa una sfinita Deanna, che era tornata nel suo corpo.

Ma le sorprese non erano terminate.
Con la sparizione dell’ambiente Borg e il ritorno del ponte ologrammi alla sua versione ‘neutra’ anche la Regina svanì nel nulla e, come confermò LaForge tramite comunicatore, perfino l’enorme Astro-Cubo si era dissolto nel vuoto dello spazio…

Rimaneva solo il cristallo. Posato su un ripiano al centro della sala continuò a pulsare ancora per un poco poi si spense…

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Un’indagine successiva rivelò che il cristallo fatale era stato recuperato dai Borg e successivamente ri-perso nel corso della Grande Guerra contro la Federazione.
I Borg avevano però fatto in tempo a ‘marcarlo’ con un segnalatore che si sarebbe attivato in caso di ritrovamento da parte del nemico… Il segnalatore attivava anche una sorta di ‘sentinella virtuale’, un’olo-nave interattiva incistata nell’iperspazio e programmata per agganciarsi a qualunque sistema olografico alieno ed utilizzarlo per dar concretezza agli olo-droni e all’olo-regina, che avrebbero così potuto recuperare il reperto.

- “Purtroppo il cristallo si è disattivato nuovamente - concluse Picard alzando il bicchiere di Champagne verso Lwaxana ­- ma non dispero che un giorno potremo riesaminarlo… sono convinto che sul lato B della registrazione Laura Daystrom abbia nascosto appunti fondamentali sui suoi studi a proposito dei Triboli…”

- “Cin cin, Jean-Luc ! Mmmmhhhh, questo Champagne Rigeliano è delizioso… dove lo hai trovato ?”

- “Ma che domande, cara… DA QUARK SU DEEP-SPACE 9!
QUARK’S IL BAR PIU’ ‘IN’ DELLA GALASSIA, DOVE TROVERETE TAVOLI DA DABO, BELLE RAGAZZE E I PREZZI PIU’ ONESTI CHE UN FERENGI POSSA OFFRIR….

“COMPUTER… BLOCCA IL PROGRAMMA!”

--------------------------------------WOOOOOOOSSSHHHHHH (Clak!)----------------------------------

Il capitano Picard  e Lwaxana Troi si congelarono in un eterno brindisi, i sorrisi a 32 denti sberluccicanti nella luce soffusa con innegabile effetto da spot pubblicitario

Chino su uno dei pannelli di controllo dell’Alcova Olografica ‘Avventure nel Cosmo’, il Ferengi Quark, gestore e unico proprietario del Bar appena pubblicizzato dall’olo-immagine di Picard, si guardò attorno con comprensibile disappunto

- “Come sarebbe a dire ‘Blocca il programma’? Rom sei tu? Se blocchi tutto non riuscirò mai a sistemare questo set di ‘consigli per gli acquisti’ e… Rom! ROM! Mi hai sentito?”

In quel momento le sensibili orecchie di Quark percepirono un suono ben conosciuto ed altrettanto temuto…
SWISHHHH!
Contemporaneamente, la bottiglia di Champagne iniziò a sciogliersi, trasformandosi in una pozzanghera fluorescente che, con ineluttabile prevedibilità, si ricompose nell’alta, gommosa ed implacabile figura del conestabile Odo, capo della sicurezza di Deep Space Nine e personale nemesi del Ferengi!

- “ Ma bene bene BENE, caro il mio orecchiuto commerciante, ti ho finalmente beccato in flagranti reati - esultò il mutaforma, poi consultando un DiPad dall’aria terribilmente ufficiale cominciò ad elencare sulle dita – Uno: Inserimento fraudolento di pubblicità nel corpo di programmi olografici protetti da Copyright. Due: Dileggio aggravato della figura di un capitano dell’Enterprise. Tre: Oltraggio alla figura dell’ambasciatrice di Betazed. Quattro…”

Odo era talmente impegnato nel suo ruolo di pubblico accusatore che, arrivato al punto Dieci (riproduzione olografica non autorizzata di una bevanda alcolica), non si peritò di modellare altre dita pur di continuare il suo elenco, talché, alla fine della serie di reati, si ritrovò con due mani che avrebbero fatto la felicità di un pianista!
Nel frattempo però, l’astuto Ferengi aveva compiuto una serie di microscopici spostamenti che lo avevano portato, passetto dopo passetto, sulla soglia dell’alcova olografica

- “Bell’elenco, Odo! Peccato che tu non abbia le prove!”

e sventolando la cartuccia olografica con la scena incriminata, con un ultimo sberleffo all’indirizzo del conestabile, si dileguò!

- “Torna qua, maledetto gnomo! E’ la Giustizia che te lo ordina!”

Fermamente deciso a non farsi sfuggire il colpevole, Odo si modellò un corpo da Uomo-Cavallo di Centaurus IV e si lanciò galoppando all’inseguimento!

 

 



Sfortunatamente per il conestabile, proprio quel giorno, su DS9, si celebravano: il compleanno di Morn, l’ennesimo addio al celibato del Generale Martok, la bicchierata rituale degli Ultras Andoriani e il Pon’Farr di una decina di Vulcaniani pieni di settennali, incontenibili ormoni!

Odo inciampò, fece volare l’enorme torta piena di candeline di Morn che finì nel vassoio di ga’akh di Martok. Il bisbetico Klingon, già ampiamente ubriaco, estrasse la bat’leth e menando grandi fendenti a destra e a manca tranciò di netto le bretelline in Plastex della danzatrice Dabo che stava esibendosi per i vulcaniani. Questi si lanciarono sulla ragazza che li evitò abilmente, ma l’impeto del Pon’farr portò questi ultimi a piombare nel bel mezzo della festa andoriana, proprio mentre i PelleBlù celebravano l’ultima vittoria nel campionato inter-federale di Cosmo-Calcio con una serie di stornelli che dileggiava gravemente gli eterni avversari ‘sangue-verde’…

La titanica zuffa che ne seguì coinvolse Klingon, Andoriani e Vulcaniani cui si aggiunsero alcuni Nausicani (per cui una bella scazzottata era come un invito a nozze) e l’infinita sequela di parenti di Morn!
In tutto questo pandemonio i Ferengi riuscirono ad evitare danni al locale e a combinare ottimi affari fornendo ai litiganti ogni sorta di cibarie molli, viscide ed untuose quali torte alla panna, bomboloni al cioccolato, cannoli alla siciliana ed interi vassoi di micidiali tartellette alla bava di lumaca (specialità di Ferenginar)!

Impegnato a contare gli incassi Quark dimenticò per un attimo di tener d’occhio il suo inseguitore, che continuava a cambiar forma mescolandosi ed inglobando cospicue quantità di creme ipercaloriche, sciroppi alcolici, additivi allucinogeni ed ogni sorta di gastronomiche schifezze, talché quando il Ferengi si sentì preso per i lobi dalla mano di Odo pensò che stavolta la sua avidità lo avesse tradito…

Ma quando si trovò dinnanzi, invece della solita ascetica figura del capo della sicurezza, una specie di provolone gonfio, alticcio e chiazzato da ogni sorta di cibarie, l’astuto Ferengi seppe di essere salvo

- “Quark (Hic!) in nome della (Burp!) Legge ti dichiaro in arr…”

- “Comandante Sisko! il suo capo della sicurezza è un oltraggio alla vista e al buon nome della Stazione! Guardi come si è ridotto!!!”

Odo tentò una debole difesa, ma i fiumi di schifezze che gli scorrevano nel protoplasma non deposero a suo favore, cosicché non trovò nulla di meglio che sciogliersi indecorosamente in una vicina caraffa di Ponce Bajoriano

- “Quark, non so cosa accidenti sia successo quaggiù, ma voglio che questo carnevale finisca subito! - Sisko era perplesso ma in quei tempi di guerra con il Dominio non se la sentiva di occuparsi anche delle risse da Saloon, così strizzò l’occhio a Quark, esaminò con circospezione la caraffa in cui si era disciolto il povero Odo e commentò non senza una punta di perfidia - che ne dici, offriamo un giro di Ponce a tutti???”

Ah! Ah! Ah! AH! AH! AH! UAH! UAH! HAW!
HAW! HAW! Ahr! Ahr! Ahr! Ah! Ah! Ah!

L’allegria contagiò presto tutto il locale e, per quella miracolosa alchimia che si viene talvolta a creare nelle situazioni estreme, la violenza della rissa si mutò nel suo opposto, un’inarrestabile ondata di buonumore!
Tutti ridevano! Tutti, tranne un’imbronciata figura femminile al tavolo più lontano, che sedeva con aria annoiata sorseggiando un’enorme tazzone di caffè!
Un Talaxiano le si sedette accanto

- “Capitano Janeway, non si diverte? Eppure abbiamo preparato tutto questo solo per lei!”

Il Capitano Kathryn Janeway si distrasse dalla nera superficie del caffè e i suoi grandi occhi tristi e un po’ scocciati fissarono quelli vivaci ed irrequieti di Neelix

- “ Siete tutti molto gentili, ma temo che ‘Oggi le comiche’ non sia la soluzione!…”

“COMPUTER… TERMINA LA SIMULAZIONE!

-----------------------------------------------------SWAPPP!-----------------------------------------------------

Il salotto olografico della USS Voyager sostituì il Quark’s Bar di DS9.
Sparirono gli Andoriani, i Vulcaniani, I Klingon e i Nausicani… Sparì Sisko, Odo, Morn, tutta la Stazione… Sparì il WormHole bajoriano, unico tramite stabile fra due Quadranti di una Galassia sconfinata e sconosciuta…

Restarono solo la donna con la tazzona di caffè, la USS Voyager con il suo carico di naufraghi… e il Quadrante Delta.

- “Non me la sento di ridere e scherzare, Neelix! - Janeway si alzò dal tavolino ed usci dalla sala ologrammi portando con sé la tazza di caffè… ma anche questa, che era parte del programma, si dissolse pochi secondi dopo, appena al di fuori del campo localizzato di realtà virtuale - ecco, ci mancava pure questa! Dovrei appiccicare anche sulla tazza un bell’emettitore autonomo come il suo, dottore!”

Il capitano scrutò per un attimo nel vuoto
 
- “Si faccia vedere, Dottore, tanto lo so che è qua nell’aria… Neelix non avrebbe messo su questo spettacolino senza la sua complicità!”

Il MOE si materializzò con la consueta espressione seccata

- “ Precisare la natura dell’emergenza medica…”

- “Sono stufa! Non ne posso più di questo viaggio eterno fra razze isteriche, dimensioni fluidiche, tunnel spaziali taroccati… tutto con la prospettiva di arrivare a destinazione nell’anno del poi e nel mese del mai! -
Janeway si avvicinò alla grande paratia trasparente che dava direttamente sullo spazio esterno, sempre seguita da Neelix e dal Moe - guardate qua! A parte questo sparuto gruppo di scalzacani non c’è un Umano, un Klingon, un Andoriano… persino un Vulcaniano nel raggio di un miliardo di parsec!

Il Capitano si diresse sconsolatamente in plancia, dove tutti l’accolsero con un sorriso carico di speranza…

- “Piaciuto il programmino? - si fece avanti Tom ParisIo volevo prepararle qualcosa di più avventuroso, ma Harry e Chakotay hanno ‘spinto’ per qualcosa di buffo!”

- “Personalmente, avevo consigliato la riproduzione di una sessione meditativa nel monastero di P’Jem
- intervenne Tuvok - ma a quanto pare l’equipaggio ritiene che lei abbia una propensione per le trame di tipo… ehm… illogico!”

- “Inutile dire che anche la mia proposta di una bella riproduzione dello Sto-Vo-Kor in cui cimentarsi a duello con zannuti demoni klingoniani non è neppure stata considerata
- chiosò impermalita B’elanna Torres - e ancora non capisco perché!”

Ma l’aria afflitta del Capitano riportò ben presto in plancia un silenzio carico di oscuri presagi.

Kathryn Janeway era stata fino a quel momento la colonna portante della Voyager, una persona con i piedi per terra, ma animata da un’indomabile determinazione! Non importava quanto si fosse lontani, bisognava tentare, tentare e tentare, non arrendersi mai! E prima o poi si sarebbe tornati a casa!
Kathryn Janeway e la certezza del ritorno a casa erano una cosa sola per l’equipaggio di quella piccola nave persa nel quadrante Delta… Persino il profumo di caffè che ormai impregnava la sua persona era sinonimo di ‘casa’.

- “Ma se anche Kathryn si lascia andare… allora tanto vale mettere il turbo e schiantarsi nella prima supernova a disposizione!”

Questo pensava Chakotay, e con lui molti altri pensavano la stessa cosa: il Capitano Janeway doveva tornare quella di prima!
E fu allora, mentre cercava di meditare aspirando il fumo di antiche erbe della sua tribù, che Chakotay ebbe un’idea…

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Alcuni giorni più tardi, mentre la Voyager filava alla massima curvatura in una zona di spazio particolarmente vuota e uggiosa, il velluto nero del cosmo parve squarciarsi in un immenso fuoco d’artificio.
Vortici di luce colorata si attorcigliarono, si distesero, si stiracchiarono fino ad assumere la fisionomia di un gigantesco essere umanoide paludato in una lunga tunica da magistrato

- “Arresto totale! - urlò il Capitano – ditemi che ho le allucinazioni da troppa caffeina… ma quello sembra proprio Q!”

- “Quella sorta di divinità extradimensionale pressoché onnipotente di cui mi aveva parlato, capitano? – chiese Neelix - Pensavo che la sua giurisdizione si limitasse allo Spazio Federale…”

- “Con Q non si è mai sicuri di nulla -
soggiunse Chakotay - sentiamo cosa vuole!”

- “Magari potrebbe… potrebbe portarci a casa
- balbettò Kim in un attimo di speranza, subito seguito da B’elanna e da Tom Paris – sì, forse è il momento buono!”

Nel frattempo la gigantesca immagine di Q si era fatta ancora più vicina e l’enorme faccione dall’espressione ironica riempiva tutto lo spazio

- “BRAVI!  AVETE PROPRIO INDOVINATO, CARI NAUFRAGHI… IL VOSTRO AMICONE Q VI RIPORTERA’ TUTTI A CASA IN UN MICROSECONDO… UN BEL VANTAGGIO RISPETTO AD UNA VITA PASSATA IN QUESTA SCATOLA DI SARDINE, VERO?”

- “Ehi, faccione, non parlar male della Voyager -
ringhiò B’elanna - questa nave è un gioiellino!”

- “Aspetta un attimo, Q! -
intervenne Janeway – chi ci assicura che ci porterai davvero a casa? Da quel che ricordo, il capitano Picard non aveva grande stima di te, diceva che sei un essere maligno e capriccioso… Come possiamo fidarci?”

- “E’ PROPRIO QUESTO IL BELLO… NON POTETE! -
sorrise serafico il gigante – POTREI SCARAVENTARVI IN UN'ALTRA GALASSIA, FRIGGERVI NEL PLASMA ROVENTE DI UN SOLE, FARVI GIRARE A VUOTO PER L’ETERNITA’ IN UNA DIMENSIONE SENZA LUCE… OPPURE PORTARVI A CASA - qui si concesse una lunga, tonante risata - DOVETE AVER FIDUCIA NELLO ZIO Q…”

- “Più che fiducia vuoi dire ‘fede’, non è vero Q ? - sussurrò il Capitano contenendo a stento la rabbia – tu vuoi che ti adoriamo come un dio! Sei quasi onnipotente, puoi fare di noi ciò che vuoi, puoi allettarci con la speranza e subito dopo rituffarci nella disperazione ma ciò che non puoi avere è la nostra spontanea adorazione! E questo ti rode, vero?”

La sconfinata figura sbadigliò con ostentata indifferenza

- “ LA SCELTA E’ TUA, MON CAPITAIN, IO VOLEVO SOLO FARE LA MIA BUONA AZIONE QUOTIDIANA, MA SE TU NON TI FIDI…”

Janeway sentiva sulle sue spalle il peso, enorme e insopportabile, di quella decisione. Aveva la netta sensazione che quello di Q fosse un bluff, ma non aveva prove… si volse a guardare il suo equipaggio e quando vide nei loro occhi il proprio stesso, indomito spirito ribelle seppe cosa rispondere all’apparizione

- “Se tu volessi realmente fare la tua buona azione ci avresti riportati a casa senza tante smancerie! Quindi, se ciò che vuoi è un gregge di fedeli in adorazione vatteli a cercare altrove, chè l’Universo è bello grande! NOI torneremo con le nostre forze, la nostra perseveranza e la nostra libertà!

 


Dopo questa sfuriata, il capitano Janeway trattenne il respiro e, per un attimo, chiuse gli occhi… dopotutto aveva appena mandato a quel paese un’entità semidivina, e per di più molto permalosa… chi l’avrebbe trattenuto dal disintegrarli con uno schiocco di dita?
Ma quando riaprì gli occhi, Q era semplicemente scomparso.

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Quella sera, nella sua sala di meditazione, Chakotay era molto soddisfatto: era stato sufficiente sparare nello spazio un piccolo emettitore olografico precedentemente programmato, accordarsi con il MOE perché si occupasse della voce ultraterrena dell’olo-Q e convincere Neelix ad informare tutto l’equipaggio senza che il capitano ne sapesse nulla ( e questa era stata la parte più complicata)…

- “…ora che il capitano Janeway ha affrontato persino gli dei per affermare la propria ostinata perseveranza il viaggio può continuare…”

“CHE LA SCENA SI INTERROMPA!”

-----------------------------------------------FFFRUSSHHHH!--------------------------------------------------

La USS Voyager era appena sparita nel buio del Cosmo, quando il tessuto spazio-temporale si dissolse per rivelare la struttura quadridimensionale del Q-Continuum, un non-luogo/non-tempo dal colore indefinibile e dall’atmosfera rarefatta.

In questa prospettiva che di sicuro porterebbe alla pazzia una mente tridimensionale, linee di luce semisolida definivano quello che potemmo concepire come un immenso anfiteatro, popolato da una silente e compassata folla di eteree figure.
Era in corso un processo epocale… e l’imputato era proprio Q.

 

 

 



- “Signori del Continuum! Avete visto ciò di cui parlo! Le creature inferiori dello Spazio Tridimensionale, e gli Umani in particolare, sono giunte a creare simulacri olografici pur di gettare fango sulla mia persona! - Q gesticola, si agita, si commuove, utilizza tutti gli artifici oratori di cui è esperto - Hanno fatto QUESTO e voi accusate ME, un Q, sangue del vostro sangue ed energia della vostra energia di INTRUSIONE INDEBITA ? Quando mai ho cercato di impicciarmi negli affari degli Umani? Sì, è vero, ho scambiato due chiacchiere con Jean-Luc… ma nulla più! Sono il campione della discrezione!”

Da nessun luogo in particolare, eppure da ogni luogo, la Voce del Continuum si espresse in maniera inequivocabile

- “Le tue colpe sono state accertate! Per espiare, sarai bandito dal Continuum fino a quando non ti mostrerai degno di rientrare fra gli dei!”

Un fulmine globulare si distaccò dagli spalti e avvolse Q privandolo dei suoi divini privilegi.
Una voragine extradimensionale si spalancò sotto ai suoi piedi inghiottendolo

- “Maledetti! Ma un giorno vi farò rimangiare le vostre accus…AAAAAAAAAAAHHHHH!!!!

CRASH! SBADABAM! BONK! CRUNCH! MAPPORCCC!!!

- “ Ma chi cavolo l’ha messa qua questa accidenti di botola!!! Ahiaaaa!”

“STOOOOOPPPP!!! TAGLIA! TAGLIA!

--------------------------------------------WHIRRR… CLUNK! (Off)------------------------------------------

- “ John, ti sei fatto male?”

L’attore John de Lancie si rialzò tutto dolorante, cercando di evitare le schegge di legno che spuntavano dalle travi spezzate della ‘voragine extradimensionale’

 

 

- “ Ma (AHIA!) queste trappole da teatro di posa non erano state (AHIA) sostituite dalla computer-grafica?”

- “ Lo so, però si è scassato il computer e la produzione tira sul prezzo - il regista era assai imbarazzato - così, per stare nei tempi ci siamo dovuti arrangiare! Ralph, il cameraman, si è ricordato di un paio di trucchetti che ‘andavano di moda’ ai suoi tempi - fece un cenno di saluto al vecchio Ralphe la botola è uno di questi!”

John de Lancie spolverò alla meglio la lunga tunica di Q e tentò, senza grandi risultati, di ridar forma al cappello da magistrato spaziale che era diventato una frittella

- “Andiamo bene, vàh… Meno male che facciamo telefilm di Fantascienza! - ridacchiò amaramente - blateriamo di smorzatori inerziali e transduttori di plasma…”

- “…E poi ci tocca ‘girare’ con la cinepresa dei fratelli Lumière! - concluse il regista con un’occhiata mesta alle apparecchiature non proprio all’avanguardia - vabbeh, per oggi basta così! Tutti a casa!”

Piano piano il set si svuotò di tutte quelle persone note e meno note, attori, comparse, cameraman, attrezzisti, scenografi, trovarobe… tutti quegli ‘ingredienti’ che con il loro lavoro rendono possibile la grande Alchimia del cinema.
Chi di fretta, chi con maggior flemma, tutti si avviarono verso l’uscita del grande capannone dove sorgevano gli ‘studios’ di Star Trek… uno dei mille cantieri della fantasia dove i sogni diventano una realtà fatta di luce, immagini e suoni.

Ora il set è deserto.
Granelli di polvere fluttuano nell’aria e, nella luce del tardo pomeriggio, sembrano creare nuovi, incredibili universi.
Dietro alla macchina da presa rimane solo lui, il vecchio Ralph.
Copre lo strumento con una cerata, indossa una vecchia giacchetta ed un buffo berretto, poi si volta verso un punto nello spazio e con un sorriso ordina:

“COMPUTER, FINE PROGRAMMA!

-------------------------------------------------------CLICK!-------------------------------------------------------

 

Federazione

 •  Data stellare TNG:  •  Data stellare TOS:  •